La tromba celtica torna a suonare

10/05/2012

     I Celti lo utilizzavano in battaglia per terrorizzare i nemici scatenando quello che le fonti antiche definivano il tumultus gallicus. Nei giorni scorsi, a distanza di oltre duemila anni, è risuonato sulla strada romana del S.A.S.S., lo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas, a Trento, sotto piazza Cesare Battisti. Si tratta del karnyx, la tromba da guerra celtica che terminava in una testa d’animale, rinvenuta in Val di Non e ricostruita nell’ambito di un progetto di ricerca coordinato dalla Soprintendenza per i Beni librari archivistici e archeologici della Provincia autonoma di Trento.
Lo strumento è stato ricreato in base agli studi archeometallurgici effettuati sui frammenti del reperto ritrovati a Sanzeno nel corso degli anni ’50 del secolo scorso e identificati solo recentemente,
grazie al confronto con oggetti simili rinvenuti nel 2004 in Francia. Iniziato quattro anni fa, il progetto di ricerca “Karnyx di Sanzeno”, ha visto la realizzazione di accurate indagini archeologiche, di approfonditi studi sulla composizione del materiale della tromba, in collaborazione con il Centre de Recherche et de Restauration des Musées de France e dell’Università degli Studi di Genova, e di confronti con strumenti simili conosciuti in altri ambiti culturali e cronologici.
Come è stato fatto uno strumento simile? Da dove viene? Chi può averlo portato a Sanzeno? In quali occasioni veniva utilizzata questa tromba? Che suono produceva? Come veniva suonata? Per cercare di rispondere a queste e a molte altre domande è stato necessario riunire specialisti di diverse discipline.
Questa appassionante sfida è inoltre oggetto di un video documentario che racconterà le difficoltà e le soddisfazioni del gruppo di ricercatori. Il lavoro dell’artigiano specializzato si è rivelato sin da subito molto complesso a causa delle innumerevoli difficoltà nel riprodurre la tromba nel materiale originale, il bronzo. Si è resa dunque necessaria una fase intermedia, che comprende la creazione di una replica in ottone, un materiale più duttile che meglio si presta alla lavorazione, utile per creare i supporti necessari alla realizzazione delle lamine.
Quel passato a volte molto lontano che appare muto, privo di sonorità, era invece costellato di musiche che non avevano solo una funzione di intrattenimento ma che sottolineavano momenti molto importanti e pregni di significato come quello del culto, del rito sacro oppure della battaglia.
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