Le contaminazioni di Oriente Occidente

24/08/2012

     Contaminarsi a Rovereto. Niente di pericoloso, si tratta di dialoghi di culture fra paesi a latitudini e longitudini distanti dalle nostre. La danza come linguaggio universale, che lega popoli di culture diverse, questo racconta, anche in la trentaduesima edizione, il Festival Oriente Occidente, dal 1 al 9 settembre a Rovereto. L'attenzione, in questa kermesse versione 2012, sarà focalizzata su Brasile e Cuba, su Giappone e Singapore. Dopo aver esplorato gli scorsi anni i Paesi seguendo le inquiete rotte di Ulisse, il Festival proprio come il re di Itaca supera i confini delle Colonne d’Ercole e si proietta verso nuovi  mondi e nuove culture. In tempi in cui il melting pot culturale e di interrelazioni tra popoli è difficile realtà di tutti i giorni, la danza diventa ancora una volta occasione per gettare ponti, saldare fratture. 
Ospiti di questa edizione sono coreografi fortemente ispirati da contaminazioni e innesti
con vari orizzonti culturali. A partire dalla giapponese Carlotta Ikeda: la sua compagnia Ariadone, che ha sede in Francia, si fa prospettiva femminile della danza Butoh, la cui forza drammatica in questa coreografia sfuma in ironia da cabaret. Jomar Mesquita (Brasile), Marcia Milhazes (Brasile) e Isabel Bustos (Cuba) incarnano la più verace anima dell’America latina declinandola attraverso gli insegnamenti delle migliori scuole europee, a quelle dei giovani e talentuosi Sharon Fridman, israeliano, e Kuik Swee Boon di Singapore, che esprimono gli indirizzi sperimentali più innovativi nell’arte coreutica contemporanea. Tra le Compagnie ospiti anche una proveniente dal Kenia: Fernando Anuang’A, danzatore e coreografo autodidatta, con i Vocalis Maasaï, è l’esempio di come la tradizione più remota e radicata possa trasformarsi e incarnare la contemporaneità. Fino alla proposta del grande maestro Emio Greco, che con Pieter C. Scholten (Italia / Olanda) per la prima volta porta in Italia lo spettacolo costruito sulle musiche di Bach. Infine una performance della tedesca Aurelia Baumgartner e Silvio Cattani, danza e video-arte, sul diritto di firma nell’arte contemporanea.
Completeranno il programma il vincitore della passata edizione del concorso coreografico Danz’è, la compagnia Petranura Danza Megakles Ballet, e il Site Specific Young Project, laboratorio formativo creato da Mauro Astolfi, sotto la cui regia undici giovani danzatori trentini potranno prender parte al prestigioso cartellone di Oriente Occidente nella cornice del MUSE (MUseo delle ScienzE), l’architettura che Renzo Piano firma per Trento. Infine il Festival, come di consueto, indagherà i nuovi mondi anche attraverso la sezione Linguaggi con il contributo di studiosi internazionali. 

Info : www.orienteoccidente.it
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