31/08/2012
Da dove veniamo? Perché siamo tutti africani? Davvero nelle nostre cellule ci sono ancora le tracce della prima donna, che ci ha lasciato il suo Dna mitocondriale, e del primo uomo del quale conserviamo il suo cromosoma Y? Perché le razze umane esistono solo nella nostra testa? Ma è vero che fino a poche decine di migliaia di anni fa su questo pianeta noi convivevamo con altre quattro specie umane?
La mostra "Homo sapiens – La grande storia della diversità umana", allestita al Museo delle Scienze di Trento dal 21 settembre al 6 gennaio, vuole rispondere a questi quesiti usando un linguaggio accessibile a tutti, coinvolgendo il visitatore in una narrazione emozionante.
È una rassegna per tutti: per i bambini e per i ragazzi, che potranno giocare con gli exhibit hands-on e con quelli interattivi; per gli studenti, che troveranno le informazioni scientifiche più aggiornate sull’evoluzione umana, con un ampio ventaglio di approfondimenti; per gli insegnanti, che incontreranno chiavi di lettura inaspettate e intrecci interdisciplinari; per gli appassionati, che vedranno in Italia per la prima volta reperti unici; per chiunque sia curioso di conoscere una storia investigata | da pochi anni a questa parte, piena di sorprese e di rivelazioni sul nostro passato e sulle parentele tra le popolazioni umane.
La mostra segue un ordine cronologico di eventi e di situazioni, a partire dalla nascita del genere Homo Sapiens e dalle prime tracce di nostri antenati camminatori, fino all'«invenzione» dell’agricoltura e alle espansioni umane recenti che precedono le epoche storiche, passando attraverso le svolte più drammatiche del popolamento. Il filo conduttore è rappresentato dallo spostamento, l’esplorazione e la dispersione degli umani in uno spazio ecologico instabile e frammentato. L’approdo è quello della forte unità storica e genetica dell’umanità, ma al contempo della sua proliferante produzione di diversità. Una sezione speciale dedicata all’Italia, in occasione delle celebrazioni per i 150 anni della sua Unità, mostrerà come la nostra penisola sia un caso emblematico di applicazione del modello interdisciplinare che fa convergere gli alberi genealogici dei geni, dei popoli e delle lingue.
I visitatori potranno ammirare decine di oggetti originali provenienti da ogni parte del mondo (Australia, Sudafrica, Stati Uniti, Georgia, Israele, Spagna, Francia, Germania, Slovenia, Italia), tra i quali fossili, utensili, manufatti, opere d’arte, opere etnografiche, documenti antichissimi, ricostruzioni di scenari e di storie, con spettacolari modelli a scala reale di ominini e anche di colossali animali estinti quali il moa gigante originario della Nuova Zelanda, il celebre dodo e la maestosa tigre dai denti a sciabola delle Americhe. Non mancheranno installazioni interattive che getteranno uno sguardo sull'inesistenza biologica delle distinzioni razziali e sulla comunanza genetica, solo per fare un esempio, e postazioni hands-on dedicate alle pitture rupestri e alla lavorazione della pietra, oltre ad installazioni immersive con proiezioni, video e foto. Ampie mappe geografiche e carte topografiche, preparate per l'occasione dall’Istituto Geografico De Agostini, illustreranno passo per passo l’atlante storico del popolamento umano.
Info: www.mtsn.tn.it |