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A Lavis l'incanto dei burattini
21/02/2013
Quando si parla di marionette e burattini l'immaginario collettivo identifica questo mondo con uno show per i più piccoli. Eppure solo in questi ultimi decenni gli spettacoli si sono rivolti prevalentemente al pubblico più giovane. In passato i destinatari erano soprattutto gli adulti, dato che bambini non avevano i mezzi per potersi pagare un biglietto.
Un universo che, fino al 1° aprile, si mette in mostra a Lavis, presso Palazzo de Maffei. Ad essere esposte sono due collezioni: una, appartenente ai fratelli Silvano e Paolo Marcon di Lavis, presenta  marionette, burattini, costumi, copioni manoscritti, manifesti e mobili di scena, l'altra, di proprietà di Lorenzo Nicolodi di Trento, si compone di  scenografie, cartonaggi e parti di teatrino per marionette. In origine i due nuclei erano uniti e formavano un corpus unico.
La rassegna propone  materiali completamente inediti, legati al teatro di animazione. Le marionette, databili alla metà dell’Ottocento, sono in ottimo stato di conservazione. La dipintura ad olio delle mani e dei visi è originale, particolare non secondario dato che questi pupazzetti, normalmente, presentano vari strati di colore. La tipologia dei personaggi è molto varia: le caratteristiche somatiche riprodotte sono quelle appartenenti alle etnie indoeuropea e orientale. L’intaglio delle teste è molto raffinato ed è da ricondurre alla scuola del
Trentino-Alto Adige. Inoltre la precisione e la tecnica per la costruzione dei corpi dimostra la conoscenza e l'uso di materiale altamente professionale.
I costumi, prevalentemente in seta, in molti casi presentano ricami riconducibili agli abiti tradizionali della regione. La loro conservazione è ottima, se si considera la facile deperibilità della seta. Le passamanerie ed i ricami coprono una vasta tipologia e costituiscono un ricco campionario dell’epoca. Le marionette sono da considerarsi come gli attori, con a disposizione un grande numero di abiti che venivano cambiati tutti i giorni, dal momento che ogni sera si rappresentava uno spettacolo diverso.
Anche le scenografie, con le rispettive quinte, sono professionali: dipinte a tempera su carta, si presentano in due tipologie. La prima, ampiamente utilizzata, è in uno discreto stato di conservazione, mentre la seconda, come la maggior parte dei pupazzetti, è in un ottimo stato.
I numerosi cartonaggi, dipinti ad olio, ricordano il repertorio dell’epoca con una forte presenza di animali. Purtroppo non si conosce a quali marionettisti sia appartenuto il nucleo più grande del materiale, ma una parte delle scenografie e alcune parti del teatrino sono riconducibili a Giorgio Unterveger.
Molto importante è il nucleo dei copioni che presentano firme di numerosi artisti che hanno portato i loro spettacoli in Trentino: da Gorno a Dall’Acqua, da Zaffardi ad Aldrighetti,  passando per lo stesso Unterveger.
La mostra "Marionette a Palazzo - Lavis, sulla via delle arti viaggianti per l'Europa" è visitabile dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 18, il sabato e la domenica con orario 10-12 e 15-18.


 
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