29/01/2010
Anche la Cina prende ad esempio il Trentino. È stato inaugurato ufficialmente a Pechino, più precisamente nel distretto di Haidan, il nuovo centro di salute mentale. La struttura è nata grazie alla collaborazione fra Provincia autonoma di Trento, assieme all'Azienda provinciale per i servizi sanitari, e l'Istituto universitario di Pechino. Il progetto ha mosso i primi passi nel 2007, nell'ambito de "Il treno dei folli", che ha portato da Venezia a Pechino un gruppo di 208 persone, tutte appartenenti al mondo del disagio psichico (utenti, familiari, operatori e cittadini attivi). Alla presenza, fra gli altri, dell'ambasciatore italiano in Cina Riccardo Sessa, del vicepresidente del distretto Li Gin Pao, e di vari rappresentanti del Trentino, il 20 gennaio si è svolta la cerimonia inaugurale, con il consueto taglio del nastro. Il nuovo centro, situato nel distretto di Haidan, | che conta circa 3 milioni di abitanti, rappresenta una totale innovazione per i canoni cinesi. Si configura, infatti, come una sorta di "casa del fare assieme", che accoglie utenti, familiari, operatori, cittadini, e aiuterà a superare l'idea che la malattia mentale vada confinata fra le mura di un ospedale. L'intenzione delle autorità cinesi è di estendere, in futuro, questo modello a tutte le strutture cittadine. L'esempio proposto dal Trentino è basato su due punti di forza: la centralità territoriale realizzata in termini di risposte a tutte le tipologie di disagio, e il coinvolgimento attivo di utenti, familiari e cittadini nei percorsi di cura. Il contributo provinciale per giungere all'inaugurazione vera e propria dell'iniziativa, ha riguardato essenzialmente la formazione del personale cinese (compresi anche familiari e utenti dei servizi) e il lavoro di sensibilizzazione in loco. In sostanza la provincia si è occupata dell'"accompagnamento" del progetto, con personale messo a disposizione dall'Azienda sanitaria, in ogni sua fase. Uno dei punti che ha destato maggiore interesse presso le autorità cinesi è quello rappresentato dagli Ufe, utenti e i familiari che, coinvolti nelle varie iniziative del fare assieme, hanno messo "radici" nel Servizio di Trento, venendo progressivamente coinvolti in un numero sempre maggiore di attività solitamente riservate agli operatori. Negli ultimi due anni sono già partite iniziative, sempre sull'esempio del Trentino, in due ospedali, ma quest'ultima rappresenta una vera e propria svolta nella "filosofia" cinese. E la collaborazione non terminerà certamente qui. Sono stati avviati incontri di formazione e si è cominciato a pensare allo sviluppo di un sistema congiunto di valutazione informatizzato, che permetta di cogliere e valorizzare al meglio i risultati di quest'esperienza. |