29/01/2010
Circa duecento opere in mostra al Mart di Rovereto, tra dipinti, disegni, scenografie, provenienti da importanti collezioni pubbliche e private di tutto il mondo, quali il Musée du Louvre, il Musée d’Orsay, la Kunsthaus di Zurigo, il British Museum e il Victoria and Albert di Londra e il Metropolitan Museum di New York. Questo è “Dalla scena al dipinto. La magia del teatro nella pittura dell’Ottocento. Da David a Delacroix, da Füssli a Degas”, un progetto nato grazie al sostegno del Musée d’Orsay di Parigi, frutto ancora una volta della collaborazione tra il Mart e due importanti istituzioni internazionali, il Musée Cantini di Marsiglia e l’Art Gallery of Ontario di Toronto. A partire dal 6 febbraio e fino al 23 maggio, il pubblico potrà visitare questa mostra, nella quale il teatro e la scena | vengono usati come chiavi di lettura per raccontare il cammino della pittura verso la modernità. L'esposizione conduce il visitatore dalla fine del Settecento alle soglie del Ventesimo secolo, in una sorta di completamento e approfondimento dei temi che furono al centro de "La Danza delle Avanguardie", una mostra del Mart che dal dicembre 2005 al maggio 2006 percorse tutto il ‘900 attraverso il teatro di danza e la pittura, e che riscosse un notevole successo di critica e di pubblico. "Dalla scena al dipinto" è un’occasione unica per poter ammirare, per la prima volta in Italia, alcuni dei capolavori dei migliori pittori europei dell’Ottocento, da Jacques-Louis David a Eugène Delacroix, da Jean-Auguste-Dominique Ingres a Edgar Degas, per ricordane solo alcuni. Si tratta di artisti affascinati dalla magia del teatro, che hanno riportato sulle proprie tele molte suggestioni ispirate sia ai temi letterari delle tragedie più rappresentate o dei melodrammi più noti, sia derivate dalla gestualità, dalle ambientazioni scenografiche e soprattutto dalla prospettiva illusionistica di quel mondo. Mettendo a confronto le varie opere emerge chiaramente lo stretto rapporto tra pittura e teatro e si comprende anche come questo abbia avuto tra i propri esiti più significativi nella cosiddetta “smaterializzazione della visione”, che è diventata l’elemento predominante e radicale dell’arte scenica del XX secolo. La mostra aprirà i battenti esattamente il giorno dopo della chiusura di “Irrespektiv” dell’artista Kendell Geers, nato in Sud Africa e da sempre impegnato in una riflessione profonda e personale sul tema della segregazione razziale.
Info: www.mart.trento.it |