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Pumilio, la proteina mancante

05/02/2010

     C''è un po' di Trentino nell'ultima importante scoperta nel campo della ricerca biologica. Stiamo parlando del Pumilio, una proteina prodotta dalle cellule nervose (neuroni) già nelle prime fasi dello formazione del nostro cervello. Il suo compito è quello di regolare lo sviluppo dei neuroni, dando loro quelle forme e strutture che li rendono adatti a svolgere la loro funzione principale, vale a dire ricevere e trasmettere informazioni. Se viene prodotta in eccesso o in difetto, può dar luogo ad alterazioni della forma della cellula e quindi a gravi forme di ritardo mentale. A scoprire l'importante funzione della proteina Pumilio, è stato un gruppo internazionale di ricercatori a cui partecipa anche Paolo Macchi del Centro interdipartimentale per la Biologia integrata dell'Università di Trento.
Per capire meglio la portata di questa scoperta scientifica, resa nota alla comunità internazionale attraverso un articolo pubblicato a inizio febbraio sulla prestigiosa rivista PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America), occorre addentrarsi nei segreti della nostro cervello e della nostra storia evolutiva.
La cellula nervosa assomiglia ad un albero, ricco di
rami e foglie. Proprio alle foglie possono essere paragonate le sinapsi, i punti attraverso cui avviene il passaggio di informazioni tra i neuroni. Affinché il cervello funzioni bene, non è importante, entro certi limiti, il numero di neuroni ma quanti contatti essi riescono a stabilire con altri neuroni. Nelle persone affette da malattie degenerative o genetiche gravi, come l'autismo, la sindrome di Down o la sindrome di Rett (una malattia che colpisce soprattutto le bambine entro i quattro anni causando spesso gravi ritardi mentali) le cellule nervose presentano una forma più semplice, che condiziona lo sviluppo e la funzionalità del cervello stesso con gravi deficit delle capacità cognitive. È come se il cervello fosse un albero spoglio, con pochi rami e foglie. D'altra parte, troppe ramificazioni possono anch'esse influire negativamente con il funzionamento della cellula nervosa. Ecco perché è importante l'azione di controllo dello sviluppo neuronale, un processo molto complesso e finemente regolato. Come questo controllo avvenga è un interrogativo che da tempo appassiona molti scienziati.
Una nuova risposta, viene dal lavoro di ricerca condotto dalle università di Vienna (Center for Brain Research), Firenze (Dipartimento di medicina interna) e Trento (CIBIO - Centro interdipartimentale per la Biologia integrata) e, soprattutto grazie alla combinazione di studi di biologia cellulare, molecolare e di elettrofisiologia. «La novità di questa scoperta - spiega Paolo Macchi del Laboratorio di neurobiologia cellulare e molecolare del CIBIO - è la conoscenza del ruolo di questa proteina nello sviluppo del neurone. È un ulteriore passo avanti nella conoscenza dei fattori che regolano lo sviluppo delle cellule nervose e su come malattie genetiche e neurodegenerative potrebbero alterare la funzionalità di queste cellule».
Paolo Macchi è responsabile del Laboratorio di neurobiologia cellulare e molecolare del CIBIO, il Centro interdipartimentale per la Biologia integrata dell'Università di Trento, ed è anche coordinatore del Dottorato internazionale in Scienze biomolecolari attivato dall'ateneo.

Info: www.unitn.it/cibio
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InTrentino.to è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Trento (aut. n. 1.315 del 16.02.2007) edita dalla Trentino SpA (società di marketing territoriale del Trentino). Direttore responsabile Paolo Manfrini