Scoprire la preistoria a Fiavé

06/04/2012

     Fiavé è un borgo adagiato su un verde altopiano tra il Lago di Garda e le Terme di Comano, noto in zona per lo più per la propria produzione casearia. In tutta Europa, però, il nome di Fiavé rimanda al prezioso sito palafitticolo recentemente dichiarato Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco. Nella torbiera a sud del paese, infatti, sono presenti i resti di più villaggi databili dal 2300 al 1200 avanti Cristo ed i reperti rinvenuti, aggiunti a studi approfonditi, hanno permesso di delineare il profilo della tribù insediatasi su quello che una volta era il Lago Carera: qui si era stabilita una comunità economicamente autosufficiente, piuttosto benestante e culturalmente vivace, che viveva in palafitte costruite con pino, larice e abete ricavati dai boschi adiacenti.
Tra pochi giorni il patrimonio di reperti, ricostruzioni e risultati di lunghi studi avrà una casa, così da diventare accessibile a tutti. Il museo, curato dalla Soprintendenza per i Beni librari archivistici e archeologici della Provincia autonoma di Trento, racconta le vicende dei diversi abitati palafitticoli succedutisi lungo le sponde del lago Carera, tra tardo neolitico ed età del bronzo.
Rende conto degli scavi, che hanno portato alla luce resti di capanne costruite sulla sponda lacustre (3800-3600 a.C.), ma anche secondo il classico modello della palafitta in elevato sull’acqua (1800-1500 a.C. circa). Testimonia dell’evoluzione di questa tipologia nelle capanne su pali ancorati a una complessa struttura a reticolo adagiata lungo la sponda e sul fondo del lago (1500-1300 a.C.) e del trasferimento, negli ultimi secoli del II millennio a.C., dell’abitato sul vicino Dos Gustinaci con abitazioni dalle fondazioni in pietra.
Il museo espone una selezione di reperti straordinari come vasi in ceramica e monili in bronzo ma anche in ambra baltica e oro, rarissimi all’epoca. Unica in Europa, poi, la collezione di circa 300 esemplari oggetti in legno: stoviglie, utensili da cucina e strumenti da lavoro come secchi, mazze, falcetti, trapani, oltre a un arco e alcune frecce. Le particolari condizioni ambientali dei depositi lacustri hanno restituito persino derrate alimentari come spighe di grano, corniole, nocciole, mele, pere. Un intero piano del museo è dedicato alla ricostruzione della vita quotidiana al tempo delle palafitte, grazie a un grande plastico di quello che è stato battezzato il villaggio «Fiavé 6» e grazie a diverse ambientazioni che raccontano il lavoro di contadini e pastori, la vita attorno al focolare domestico, la cucina, la moda, i segreti dei metallurghi e cacciatori.
Una sezione è dedicata infine all’unicità del biotopo Fiavé-Carera, riserva naturale provinciale e sito di importanza comunitaria. Questa area protetta è infatti una delle torbiere più estese del Trentino, ricca di vegetazione, luogo di riproduzione di molte specie di rettili e anfibi e punto di sosta per uccelli migratori.
Il museo sarà inaugurato sabato 14 aprile e fino a domenica 22 sono previste diverse iniziative speciali per l'apertura e in occasione della settimana della cultura. Inoltre le strutture ricettive della zona proporranno pacchetti pensati ad hoc.

Info: www.visitacomano.it
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