11/10/2007
Il Trentino è la prima provincia del Bel Paese che ha voluto compiere una scelta d’eccellenza nel campo dell’edilizia sostenibile, aderendo al progetto che pone gli standard LEED (Leadership in Energy and Environmental Design) come criteri primari nella costruzione di edifici, pubblici e privati. Sviluppati dapprima negli Stati Uniti, questi standard sono ora applicati in oltre quaranta paesi del mondo. La certificazione LEED prevede che gli edifici siano dotati di sistemi di riscaldamento efficienti per evitare gli sprechi di energia e utilizza energie rinnovabili, come quella solare ed eolica. Attenzione particolare è posta al risparmio dell’acqua, grazie ai sistemi di recupero dell’acqua piovana e ai rubinetti con regolatori di flusso. Gli edifici, inoltre, vengono realizzati seguendo un piano di smaltimento che riduce i rifiuti e con l’utilizzo di materiali, in parte riciclati e in parte prodotti localmente. Alcune soluzioni, inoltre, permettono di sfruttare al meglio la luce naturale, mentre per quella artificiale vengono scelti i prodotti più innovativi sul mercato. Per quanto riguarda il nostro territorio, la prima tappa è stata raggiunta | lo scorso settembre, in occasione dell’incontro che ha riunito a Rovereto i rappresentanti delle imprese interessate a far parte del Comitato promotore per la costituzione del Green Building Council (GBC) Italy. Sono oltre 50 le aziende, i comuni e gli studi professionali trentini che vi hanno aderito, ma sono attese tante altre richieste nel corso dei prossimi mesi. Il GBC italiano, pari all’analogo organismo americano, sarà un’organizzazione non profit per la promozione degli edifici sostenibili. Avrà il compito di sviluppare, secondo le linee guida comuni a tutti gli aderenti alla comunità internazionale LEED, le caratteristiche di questo nuovo sistema italiano, che dovrà tener presente le specificità climatiche, edilizie e normative dell’Italia. Stando alle statistiche, un edificio costruito secondo gli standard LEED ha un consumo di energia elettrica inferiore del 32% rispetto agli edifici tradizionali ed evita annualmente l’immissione nell’atmosfera di circa 250 tonnellate per metro di anidride carbonica, per rendere l’idea pari a quella che emettono in un anno 70 automobili. Ma non è tutto. Per il futuro, la provincia di Trento intende porre una classificazione degli edifici, secondo una scala di valutazione che va dal grado più alto “Certificato”, passando per quelli intermedi “Silver” e “Gold”, fino al minore “Platinum”. I criteri di riferimento sono quelli LEED, di cui abbiamo già parlato, e quelli del Protocollo ITACA, elaborato da un gruppo di lavoro interregionale coordinato dalla Regione Friuli Venezia Giulia con la partecipazione della Provincia di Trento. Va ricordato infine, che già da qualche tempo la provincia ha un ruolo attivo nel campo dell’edilizia sostenibile, perchè tramite contributi e sovvenzioni, indirizza la progettazione e la costruzione di un gran numero di edifici di enti privati e pubblici secondo i criteri sopraddetti. Lo studentato Maier, la residenza universitaria San Bartolomeo, il nuovo Centro della Scienza a Povo saranno realizzari nei prossimi anni, proprio secondo i principi dell’edilizia sostenibile.
Info: www.usgbc.org |