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<title>Intrentino</title>
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<description>Giornale online del Trentino</description>
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	<title><![CDATA[In Val di Non un forno medievale ]]></title>
	<enclosure url="http://www.intrentino.to//images/2011/Cultura/Forno_Marcena.jpg"  type="image/jpeg" />	<description><![CDATA[Un manufatto di probabile utilizzo artigianale, legato all'economia dell'estrazione e del commercio dell'argento, ed una una struttura sotterranea, molto ben conservata, che consiste in un lungo tunnel, di circa 80 metri, da cui si diparte una serie di stanze e di quelli che sembrano forni e camini.&nbsp; Un &ldquo;tesoro&rdquo; di grande valore, che &egrave; stato riportato dalla luce recentemente in Val di Non, per la precisione a Marcena di Rumo, non distante dall'abitato e in una zona ben collegata da una viabilit&agrave; che risale ai secoli scorsi.<br />
Lo studio delle testimonianze documentali legate all'antica economia mineraria della zona fa pensare, ipotesi che andr&agrave; confermata dalle ricerche archeologiche, che attorno ad ogni forno potessero lavorare fino a otto persone. Una prima analisi fa pensare si tratti di un impianto, volto a separare l'argento dal piombo e dal rame, che doveva essere in funzione gi&agrave; nel Medioevo al servizio della allora fiorente economia legata al commercio di questo metallo.<br />
Le indagini archeologiche, che si baseranno su criteri scientifici, impegneranno a lungo il personale della Soprintendenza per i Beni Librari, Archivistici e Archeologici della Provincia autonoma di Trento, che dovr&agrave; datare con precisione il manufatto e stabilire quale fosse il suo utilizzo reale, basandosi sugli indizi presenti sul sito.<br />
Da questa scoperta &egrave; partito un progetto che permetter&agrave; di recuperare l'infrastruttura e valorizzare il contesto territoriale in cui &egrave; inserita. Si tratta di un'importante iniziativa che rientra in un progetto culturale, portato avanti dalla Provincia autonoma di Trento, che vede coinvolto quasi tutto il Trentino nella riscoperta della storia e degli elementi di identit&agrave; legati all'economia estrattiva. Un progetto che punta alla valorizzazione della rete dei luoghi tradizionali del sistema minerario ed estrattivo dell'intero Trentino, dall'Alta Val di Non all'Argentario, dalla Valle dei Mocheni alla zona di Predazzo.]]></description>
	<link>http://www.intrentino.to/interne/articoli.aspx?ID=2923&amp;IDA=4321</link>
	<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 23:00:00 GMT</pubDate>
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	<title><![CDATA[Malosco riscopre Depero]]></title>
	<enclosure url="http://www.intrentino.to//images/2011/Cultura/depero-balli-plastici.jpg"  type="image/jpeg" />	<description><![CDATA[Un percorso costituito da circa 30 opere d&agrave; vita alla mostra &ldquo;Depero&nbsp; diabolicus&rdquo;, visitabile fino al 1&deg; aprile presso il Centro civico di Malosco. Siamo in Val di Non, angolo del Trentino che nel 1892 diede i natali all'artista futurista. A 120 dalla sua nascita il firmatario, assieme&nbsp; a Giacomo Balla, del Manifesto Ricostruzione futurista dell&rsquo;Universo del 1915, &ldquo;torna&rdquo; quindi in patria.&nbsp; E lo fa con una selezione di opere che risalgono all'arco&nbsp; temporale 1915-1956.<br />
Il titolo dell&rsquo;esposizione &egrave; preso a prestito da un autoritratto nel quale l&rsquo;artista si effigia come l&rsquo;uomo di montagna, lo scalatore. ma anche come il personaggio colto e viaggiatore, capace di trasformare &ldquo;diabolicamente&rdquo; il proprio destino. Depero, nella sua lunga carriera, ha creato una forma d&rsquo;arte totale, che spazia dalla pittura al teatro, dalla scenografia alle arti applicate, dall&rsquo;editoria alla pubblicit&agrave;, affermandosi tra i protagonisti del movimento futurista.<br />
A Roma, tra il 1914-1916, esprime il suo potenziale sperimentale applicando le teorie espresse nel manifesto sopracitato, visibili soprattutto nelle marionette dello spettacolo Balli Plastici del 1918. Seppur nomade, sono molti infatti i soggiorni a Roma, Capri, Milano, Parigi, New York, Depero resta fortemente legato alla sua terra, il Trentino, che a partire dagli anni Venti ispira molte delle sue opere. Depero diabolicus, realizzata in collaborazione con il Mart di Rovereto, &egrave; visitabile con l'orario 10-12, 14-17. <br />
<br />
nfo: <a target="_blank" href="http://www.mart.tn.it">www.mart.tn.it</a>]]></description>
	<link>http://www.intrentino.to/interne/articoli.aspx?ID=2923&amp;IDA=4296</link>
	<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 23:00:00 GMT</pubDate>
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	<title><![CDATA[Trentino... non solo neve]]></title>
	<enclosure url="http://www.intrentino.to//images/2011/Cultura/Mart.jpg"  type="image/jpeg" />	<description><![CDATA[Non solo sci e neve nell'inverno trentino. Nella stagione fredda &egrave; infatti possibile programmare e vivere una vera e propria vacanza culturale tra mostre e musei, approfittando dell'apertura nel giorno seguente il Capodanno di alcune delle strutture pi&ugrave; rinomate.<br />
Cos&igrave; accadr&agrave; ad esempio al Castello del Buonconsiglio e nelle sedi periferiche di Castel Thun, Castel Stenico e Castel Beseno, che luned&igrave; 2 gennaio saranno aperte nel consueto orario 9.30 &ndash; 17.00. Al Castello del Buonconsiglio sar&agrave; possibile ammirare la mostra &ldquo;Difesa e Governo del Paese: il Landlibell trentino tirolese del 1511&rdquo; oltre alla rinnovata Sala Specchi con la collezione dedicata ai bronzetti rinascimentali e la mostra di stampe antiche allestita nella &ldquo;Stua della Famea&rdquo; fino al 4 marzo 2012.<br />
Ma la &ldquo;rete&rdquo; museale trentina copre tutto il territorio provinciale e propone tante validi percorsi culturali. A partire dal Mart, il Museo di arte contemporanea di Trento e Rovereto, dove, fino all'8 gennaio, accanto al consueto repertorio di contemporaneit&agrave; e futurismo, &egrave; possibile ammirare l'esposizione dedicata a Gino Severini, prodotta da Mart, Mus&eacute;e d&rsquo;Orsay e Mus&eacute;e de l&rsquo;Orangerie. Un grande evento internazionale, che riporta l'attenzione del mondo su un grande artista italiano del novecento.<br />
Cambiando prospettiva, le Gallerie di Piedicastello a Trento ospitano &ldquo;Oltre il conflitto&rdquo;, un&rsquo;esposizione fotografica che propone una riflessione sulle dinamiche dei conflitti contemporanei e sul cammino culturale che la nostra societ&agrave; deve intraprendere per una loro possibile risoluzione pacifica. Sempre nelle gallerie, suggestiva e forte come un pugno allo stomaco, &egrave; presente la mostra &ldquo;Paesaggi di guerra" che testimonia, nello sfascio del dopoguerra, la caparbiet&agrave; e l'impegno dei trentini nella ricostruzione, pietra su pietra, dei paesini rasi al suolo da bombe e saccheggi. Le fotografie esposte, provenienti da archivi locali e nazionali, privati e istituzionali, presentano lo scenario di distruzione e macerie che alla fine del 1918 riaccolse in patria i profughi e i soldati trentini. Restando in tema, all'interno delle due ex-gallerie della tangenziale ora consacrate alla cultura, &egrave; possibile visitare fino al 30 settembre "Ritorno sul Don", una mostra che riprende la storia di quella sventurata e tragica spedizione nel contesto della &ldquo;guerra di sterminio&rdquo; condotta dalle truppe tedesche nell'Urss. I video, le fotografie, le mappe collocati nella Galleria Nera ne scandiscono la cronologia.<br />
Fino al 9 gennaio 2012, presso il Museo delle Scienze di Trento, &egrave; invece di scena la mostra multimediale &ldquo;Gli Etruschi in Europa&rdquo;, &nbsp;reduce dal successo di pubblico ottenuto a Bruxelles, che propone agli utenti originali esperienze virtuali nei principali siti archeologici etruschi, ricostruiti con puntualit&agrave;.&nbsp;<br />
Per gli appassionati di prodotti tipici delle Alpi, infine, ecco &ldquo;Distilla Instilla&rdquo;. Fino all'8 gennaio presso Palazzo Ecceli a Brentonico, &egrave; infatti la grappa l'assoluta protagonista di una mostra che ripercorre le tappe della produzione di questo prezioso distillato, attraverso un discorso storico-scientifico e storico-culturale alla sua scoperta. Per scoprire tutto il catalogo di mostre attivo in Trentino ed essere costantemente aggiornati su orari, tariffe e opportunit&agrave;, basta consultare il portale <a href="http://www.trentinocultura.net" target="_blank">www.trentinocultura.net</a> &nbsp;la piattaforma della proposta culturale trentina.]]></description>
	<link>http://www.intrentino.to/interne/articoli.aspx?ID=2923&amp;IDA=4267</link>
	<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 23:00:00 GMT</pubDate>
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</item>
<item>
	<title><![CDATA[La storia del Tirolo al Buonconsiglio]]></title>
	<enclosure url="http://www.intrentino.to//images/2011/Cultura/Landlibell.jpg"  type="image/jpeg" />	<description><![CDATA[<p><strong></strong></p>
Il 23 giugno 1511 la Dieta tirolese, riunita a Innsbruck, redige il Landlibell, l'atto che istituisce la difesa territoriale tirolese e stabilisce uno stretto collegamento tra il Principato vescovile di Trento, con i suoi corpi sociali (capitolo cattedrale, magistrato consolare, aristocrazia vescovile, comunit&agrave; di valle), e la Contea del Tirolo, attraverso i suoi ceti (aristocrazia, clero, citt&agrave; e giurisdizioni rurali). Si tratta di uno strumento che disciplina allo stesso tempo la difesa territoriale e la materia fiscale e che arriva in un momento in cui la regione, stremata dai continui prelievi tanto di uomini quanto di denaro imposti da Massimiliano per portare avanti la sua politica dinastica, chiede regolamentazione e certezza per quanto riguardava il prelievo fiscale e il servizio di leva. Un documento di fondamentale importanza, che certifica dunque la specificit&agrave; e l&rsquo;autonomia delle genti e delle valli trentine.<br />
In occasione del cinquecentenario della promulgazione di questo significativo atto, il Museo del Buonconsiglio propone una mostra, a carattere didattico &ndash; divulgativo, visitabile fino al 4 marzo 2012. Una rassegna che si propone di descrivere al pubblico non specialista le importanti e complesse tematiche che ruotano attorno al Landlibell, isolando tra queste alcuni concetti-base. L&rsquo;illustrazione dei vari contenuti avverr&agrave; tramite l'esposizione di documenti antichi, tra questi il celebre codice Brandis, manoscritti, stampe di Albrecht D&uuml;rer, pannelli didattici e didascalie esplicative. <br />
E non &egrave; tutto: a svelarci la storia di questo atto, solo per fare qualche esempio, sono anche dipinti che raffigurano la partenza del generale Vendome da Riva del Garda, il ritratto di Massimiliano I e del doge Loredan, le tavole lignee affrescate provenienti dalla chiesa di&nbsp; S. Apollinare, una ricca collezioni d&rsquo;armi, armature cinquecentesche, un tamburo napoleonico sottratto nel 1796 ai francesi dalle milizie fiemmesi oltre al &nbsp;magnifico calice in argento dorato della chiesa di Ricaldo di Pin&egrave;, donato dall&rsquo;imperatore Massimiliano I alla chiesa di San Pietro per&nbsp; ricordare il martirio&nbsp;del piccolo Simone.La mostra, curata dalla Societ&agrave; di Studi Trentini di Scienze Storiche, &egrave; organizzata in collaborazione con il Castello del Buonconsiglio, la Soprintendenza per i Beni librari archivistici e archeologici, la &nbsp;Soprintendenza per i Beni storico artistici, il Museo storico italiano della Guerra di Rovereto, la Biblioteca e l&rsquo;Archivio storico del Comune di Trento.
<p><strong></strong> </p>
<p>Info: <a href="http://www.buonconsiglio.it" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">www.buonconsiglio.it</span></a><span style="text-decoration: underline;"></span></p>]]></description>
	<link>http://www.intrentino.to/interne/articoli.aspx?ID=2923&amp;IDA=4264</link>
	<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 23:00:00 GMT</pubDate>
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</item>
<item>
	<title><![CDATA[L'Argentina in mostra al Mart]]></title>
	<enclosure url="http://www.intrentino.to//images/2011/Cultura/mart_argentina.jpg"  type="image/jpeg" />	<description><![CDATA[Il Mart di Rovereto propone un'altra mostra di indiscusso interesse. Fino al 26 febbraio, infatti, presso il museo lagarino &egrave; visitabile un'esposizione intitolata &laquo;Carlo Valsecchi. San Luis&raquo; e incentrata su trentasei grandi opere fotografiche realizzate tra il 2007 e il 2008 in alcuni dei luoghi pi&ugrave; sperduti dell'Argentina.<br />
Il lavoro del quarantaseienne fotografo bresciano &egrave;, per sua stessa definizione, &laquo;una sorta di Land Art&raquo;. In San Luis, infatti, si vedono campi arati, oppure spazi aperti mai toccati da mano umana; rettilinei stradali, o lunghissimi canali di irrigazione. Obiettivo del fotografo &egrave; indagare il rapporto tra spazio mentale e spazio fisico. Un tema, questo, centrale nella ricerca dell'artista, anche in lavori che hanno per soggetto scenari di tipo industriale e architettonico-urbano.
Un esempio su tutti di questo lavoro, &egrave; la monumentale immagine &laquo;# 0507 San Luis&raquo; (2007), larga un metro e mezzo e lunga ben sedici metri e mezzo. Coglie un paesaggio sterminato sormontato da una striscia azzurra. Questa potrebbe voler rappresentare l'oceano, ma a San Luis il mare &egrave; talmente lontano da essere radicalmente assente. L'azzurro &egrave; in realt&agrave; un effetto ottico generato da altre terre all'orizzonte che l'occhio non riesce a risolvere. Tobia Bezzola, nel catalogo della mostra, descrive l'idea del limite, rappresentato da Valsecchi, come &laquo;la vertigo dell'orizzontalit&agrave;&raquo;.
E Valsecchi, di rimando, spiega: &laquo;L'incontro con la vertigo dell'orizzontalit&agrave; &egrave; di una forza inaudita, lascia senza respiro. Devi dimenticarti di essere un abitante del vecchio mondo e farti avvolgere dagli spazi della natura. Di fronte alla natura noi uomini dimostriamo spesso una &ldquo;transitoria arroganza&rdquo; attraverso la quale diveniamo non-vedenti. Riuscire ad immaginare una relazione con la Natura primordiale di questi luoghi, per il sottoscritto &egrave; stato assai complesso, ma allo stesso tempo un desiderio insopprimibile&raquo;.
Il Mart &egrave; aperto dal marted&igrave; alla domenica con orario continuato dalle 10 alle 18. Inoltre nella sola giornata di venerd&igrave; &egrave; prevista l'apertura preserale sino alle ore 21.<br />
<br />
Info: <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.mart.tn.it/" target="_blank">www.mart.tn.it</a></span>]]></description>
	<link>http://www.intrentino.to/interne/articoli.aspx?ID=2923&amp;IDA=4200</link>
	<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 23:00:00 GMT</pubDate>
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</item>
<item>
	<title><![CDATA[Al Mart sbarca Hernández]]></title>
	<enclosure url="http://www.intrentino.to//images/2011/Cultura/Hernandez_Mart.jpg"  type="image/jpeg" />	<description><![CDATA[Fino al 26 febbraio &egrave; visitabile al Mart di Rovereto un'interessante mostra dedicata all&rsquo;artista cubano Diango Hern&aacute;ndez, che nelle sue installazioni propone una fusione inedita di riflessioni socio-politiche e indagine interiore.<br />
L'esposizione, curata da Yilmaz Dziewior, si intitola &laquo;Diango Hern&aacute;ndez. Living Rooms, a Survey&raquo; e comprende 36 opere realizzate dal 1996 ad oggi, tra cui disegni, installazioni, dipinti, video e due lavori site specific (&laquo;Resistere&laquo; e &laquo;A house without objects&raquo;), realizzati appositamente per il Mart.
Diango Hern&aacute;ndez nasce nel 1970 a Sancti Sp&iacute;ritus nell&rsquo;isola di Cuba, e vive a D&uuml;sseldorf dopo una formazione culturale e professionale che dal suo paese natale lo ha portato per qualche anno anche in Trentino. Questa mostra &egrave; la prima retrospettiva mondiale dedicata al suo lavoro, dopo numerosi riconoscimenti internazionali quali le acquisizioni da parte di collezioni pubbliche prestigiose come il Moma di New York, e le partecipazioni alla Biennale di Venezia del 2005, a quelle di San Paolo e Sydney nel 2006, a quella di Liverpool nel 2010, e, nello stesso anno, alla Triennale Kleinplastik di Fellbach. Uno dei temi centrali della ricerca artistica di Diango Hern&aacute;ndez &egrave; la riflessione sulle traumatiche e spesso incomplete, transizioni della societ&agrave; cubana: l&rsquo;eredit&agrave; dolorosa dello schiavismo, le contraddizioni della decolonizzazione e della rivoluzione castrista, la ricerca di un nuovo &laquo;futuro possibile&raquo; dopo il crollo dell&rsquo;Unione Sovietica.
Un altro tema ricorrente in queste opere riguarda la sfera personale dell&rsquo;artista. Hern&aacute;ndez lavora, infatti, &laquo;scavando&raquo; sul proprio vissuto e sul proprio bagaglio di relazioni, che intreccia e mette in connessione costantemente con riflessioni pi&ugrave; ampie sul sociale e sulla politica.
Il Mart &egrave; aperto dal marted&igrave; alla domenica con orario continuato dalle 10 alle 18. Inoltre nella sola giornata di venerd&igrave; &egrave; prevista l'apertura preserale sino alle ore 21.<br />
<br />
Info: <a href="http://www.mart.tn.it/" target="_blank">www.mart.tn.it</a>]]></description>
	<link>http://www.intrentino.to/interne/articoli.aspx?ID=2923&amp;IDA=4185</link>
	<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 23:00:00 GMT</pubDate>
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</item>
<item>
	<title><![CDATA[Vallorz e Zanoni in mostra]]></title>
	<enclosure url="http://www.intrentino.to//images/2011/Cultura/Mostra_Sanzeno.jpg"  type="image/jpeg" />	<description><![CDATA[Da qualche settimana a Sanzeno in Val di Non si pu&ograve; visitare la mostra &laquo;La natura incantata&raquo; di Paolo Vallorz e Luciano Zanoni. L&rsquo;esposizione &egrave; ospitata nelle splendide sale nel palazzo cinquecentesco di Casa de Gentili e rimane aperta fino all'8 gennaio 2012. Il percorso comprende ventisette tele di Vallorz e diciotto sculture in ferro battuto di Zanoni.<br />
Paolo Vallorz, nato a Caldes (borgo della Val di Sole) nel 1931 e parigino d&rsquo;adozione, &egrave; presente dal luglio di quest&rsquo;anno nelle sale del Mart con una grande retrospettiva di oltre ottanta opere. Il segno distintivo di Vallorz, che dopo gli studi all'Accademia di Belle Arti di Venezia e all'Accademia Libera di Montparnasse ha frequentato a lungo le avanguardie artistiche internazionali, &egrave; una pittura figurativa nella quale vivono i colori, le luci e i profumi della sua terra.
Rispetto alla retrospettiva di Rovereto, il nucleo di opere scelto da Gabriella Belli per la mostra di Sanzeno si concentra in modo particolare su quelle in cui l&rsquo;artista trentino ha saputo rendere un contatto particolarmente intimo con gli elementi primari del paesaggio della sua terra: gli alberi (come il monumentale &laquo;Melo Canada in fiore&raquo;, 1985), i frutti, i fiori e gli ortaggi, ma anche gli eventi atmosferici e l&rsquo;avvicendarsi delle stagioni. Di queste tele, spesso di dimensioni molto contenute, colpisce la qualit&agrave; dell&rsquo;esecuzione tecnica e l&rsquo;evidente autenticit&agrave; del rapporto percettivo ed emotivo instaurato dall&rsquo;artista con gli oggetti della sua rappresentazione.
Due caratteristiche, queste, che Paolo Vallorz condivide con Luciano Zanoni.<br />
Nativo sempre di Caldes (1943), e amico di Vallorz, Zanoni ha sviluppato la propria ricerca artistica a partire dalla professione di fabbro. Oltre al confronto con l&rsquo;amico pittore, per Zanoni &egrave; stato decisivo l&rsquo;appoggio dell&rsquo;intellettuale Giovanni Testori e in seguito di critici come Jean Clair e Raffaele De Grada.
Anche per Zanoni i soggetti prediletti sono elementi minimi del mondo naturale posti sempre in relazione all&rsquo;attivit&agrave; umana: mele, cipolle, tralci d&rsquo;uva e soprattutto piante filiformi ramificate, eseguite con notevole virtuosismo, come il &laquo;Girasole&raquo; del 1988 o un recentissimo &ldquo;Pero&rdquo; di notevoli dimensioni.
&laquo;Natura incantata&raquo; &egrave; curata da Gabriella Belli e Margherita de Pilati ed &egrave; sostenuta dalla Provincia autonoma di Trento, dalla Comunit&agrave; della Val di Non e dal Comune di Sanzeno, con il patrocinio del Mart e dell&rsquo;Adac, l&rsquo;Archivio Trentino Documentazione Artisti Contemporanei. La mostra &egrave; stata realizzata con il contributo di Melinda, della Cooperazione Trentina e con la collaborazione della &laquo;Strada della Mela e dei Sapori&raquo; delle Valli di Non e Sole.<br />
<br />
Info: <span style="text-decoration: underline;"><a target="_blank" href="http://www.visitvaldinon.it/">www.visitvaldinon.it</a></span>]]></description>
	<link>http://www.intrentino.to/interne/articoli.aspx?ID=2923&amp;IDA=4173</link>
	<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 23:00:00 GMT</pubDate>
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</item>
<item>
	<title><![CDATA[L'autunno di Futuro Presente]]></title>
	<enclosure url="http://www.intrentino.to//images/2011/Cultura/futuro_presente.jpg"  type="image/jpeg" />	<description><![CDATA[Dopo l'edizione primaverile dedicata ai linguaggi televisivi, nel suo focus autunnale la rassegna &laquo;Futuro Presente&raquo; torna a esplorare i territori della creativit&agrave;, spostando in questo caso l'attenzione sull'ambito cinematografico. Quali forze concorrono a dare forma alle pi&ugrave; enigmatiche e seducenti costruzioni narrative, quelle per immagini? Quali energie guidano i processi creativi della gente di cinema? Attraverso un fitto programma di incontri con registi, produttori, sceneggiatori, attori e compositori, a Rovereto si indagheranno le diverse forme della creativit&agrave; che concorrono alla definizione dei modelli espressivi della macchina cinematografica.<br />
Per gettare luce sulla complessit&agrave; del lavoro che sta dietro la costruzione dei racconti per immagini si &egrave; scelto di coinvolgere alcuni dei protagonisti del cinema italiano contemporaneo. La parola, in altri termini, andr&agrave; a chi il cinema lo fa per davvero. E siccome la sua magia non sta solo nelle parole, ma &egrave; in buona parte il frutto delle alchimie che si consumano sullo schermo, non mancheranno proiezioni e momenti di carattere spettacolare.
Sede degli incontri, che si terranno da venerd&igrave; 18 a domenica 20 novembre, l'auditorium Fausto Melotti di Rovereto.<br />
La rassegna sar&agrave; aperta venerd&igrave; alle 16 dalla proiezione del film &laquo;La mal'ombra&raquo; di Andrea Segre. Seguiranno altre due produzioni del regista veneziano, ovvero &laquo;Magari le cose cambiano&raquo; e &laquo;Il sangue verde&raquo;. Alle 21, il pubblico avr&agrave; l'occasione di incontrare lo stesso Segre, affiancato per l'occasione dal giornalista e critico cinematografico Enrico Magrelli. Chiuder&agrave; la prima giornata, interamente dedicata al regista veneziano, la pellicola &laquo;Io sono l&igrave;&raquo;.
Pi&ugrave; fitto il programma del sabato, che sar&agrave; aperto alle 10.30 da &laquo;L'ultimo terrestre&raquo;, film di Gian Alfonso Pacinotti. Il pomeriggio e la prima serata saranno dedicati agli incontri. Alle 15 l'appuntamento &egrave; con &laquo;Raccontare in musica&raquo; con Teho Teardo e Enrico Magrelli, mentre alle 16.30 i protagonisti di &laquo;Dare senso alle immagini&raquo; sono Francesca Calvelli e Enrico Magrelli. Alle 18 lo stesso Magrelli sar&agrave; affiancato prima dal regista Gian Alfonso Pacinotti (nell'incontro intitolato &laquo;Oltre la carta, il cinema&raquo;), poi da Daniele Cipri, per affrontare &laquo;Una questione di sguardo. Il cinema morale di Daniele Cipri&raquo;. Dopo il concerto (a partire dalle 22.30) di Teho Teardo e Martina Bertoni, andr&agrave; in scena la maratona notturna alla riscoperta dei leggendari episodi di Cinico Tv intitolata appunto &laquo;Cinica &egrave; la notte&raquo;.<br />
La giornata conclusiva sar&agrave; piuttosto differenziata: si passer&agrave; infatti dal film &laquo;Il primo incarico&raquo; di Giorgia Cecere allo spettacolo teatrale di Will Eno &laquo;Lady Grey&raquo;, passando per gli incontri (che si terranno alla sala conferenze del Mart) intitolati &laquo;This could be the place. Percorsi della creativit&agrave; cinematografica in Trentino&raquo;, &laquo;Dare (un) corpo alla creativit&agrave;&raquo; e &laquo;Sempre un passo davanti al pubblico. Forme della creativit&agrave; produttiva&raquo;.
L'ingresso &egrave; gratuito fino a esaurimento posti, con prenotazione tramite il sito della rassegna o allo 0464.431660.<br />
<br />
Info: <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.festivalfuturopresente.it/" target="_blank">www.festivalfuturopresente.it</a></span>]]></description>
	<link>http://www.intrentino.to/interne/articoli.aspx?ID=2923&amp;IDA=4174</link>
	<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 23:00:00 GMT</pubDate>
	<guid isPermaLink="true">http://www.intrentino.to/interne/articoli.aspx?ID=2923&amp;IDA=4174</guid>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[La campagna russa in mostra]]></title>
	<enclosure url="http://www.intrentino.to//images/2011/Cultura/gallerie_piedicastello.jpg"  type="image/jpeg" />	<description><![CDATA[In questo periodo, diverse sono le iniziative che vanno ad indagare su importanti momenti della storia nazionale e internazionale, come i grandi conflitti che hanno interessato lo scorso secolo. Tra queste spicca la mostra allestita presso le Gallerie di Piedicastello a Trento, tra novembre 2011 e settembre 2012, dal titolo quantomai emblematico: &laquo;Trento &ndash; Voronezh: ritorno sul Don&raquo;.
Al centro di film, narrazioni, memorie e immaginario di molti italiani, le vicende del Regio Esercito in terra russa durante la seconda guerra mondiale diventano infatti materia di una grande mostra.<br />
A rendere possibile questo evento espositivo convergono la graduale desecretazione degli archivi dell&rsquo;Armata Rossa, la collaborazione della Fondazione Museo Storico del Trentino con l&rsquo;Universit&agrave; Vgau di Voronezh &ndash; centro d&rsquo;eccellenza per lo studio degli eserciti &laquo;satelliti&raquo; del Reich &ndash; e un nuovo approccio multiculturale delle storiografie nazionali a una materia tanto delicata.
Non si tratta per&ograve; dell&rsquo;ennesima variazione sul tema sia perch&eacute; per la prima volta si propongono testimonianze esclusive e rarit&agrave; come, ad esempio, l&rsquo;ultima levata della posta militare italiana mai arrivata a destinazione, sia perch&eacute; lo sguardo su quanto accaduto non &egrave; pi&ugrave; solo quello di una delle parti in gioco, sia perch&eacute;, infine, da quegli eventi nascono spunti e interpretazioni della successiva evoluzione politica e sociale dell&rsquo;Italia.<br />
Come di consueto, il percorso nelle Gallerie di Piedicastello (a due passi dal centro storico di Trento) vivr&agrave; di due itinerari tra loro complementari: il primo incentrato sulle vicende belliche dello Csir (Corpo di spedizione italiano in Russia) &ndash; Armir (Armata italiana in Russia), dall&rsquo;invasione nell&rsquo;estate 1941 allo scontro finale che inghiott&igrave; centomila soldati italiani sul Don; il secondo dedicato agli esiti postbellici della tragica vicenda russa sulla societ&agrave; e la politica italiana. Ad arricchire il tutto, vi saranno videotestimonianze, proiezioni, concerti, incontri tematici e l&rsquo;illustrazione della ventennale cooperazione italorussa come l&rsquo;operazione Sorriso dell&rsquo;Associazione Nazionale Alpini a Rossosh, i programmi intergovernativi per l&rsquo;esumazione dei caduti, i viaggi studio delle scuole trentine sul Don.<br />
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Info: <span style="text-decoration: underline;"><a target="_blank" href="http://www.museostorico.tn.it/">www.museostorico.tn.it</a></span>]]></description>
	<link>http://www.intrentino.to/interne/articoli.aspx?ID=2923&amp;IDA=4158</link>
	<pubDate>Thu, 03 Nov 2011 23:00:00 GMT</pubDate>
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</item>
<item>
	<title><![CDATA[Riscopriamo la vita di Battisti]]></title>
	<enclosure url="http://www.intrentino.to//images/2011/Cultura/mausoleo_battisti.jpg"  type="image/jpeg" />	<description><![CDATA[Da qualche giorno, c'&egrave; un motivo in pi&ugrave; per visitare il Mausoleo dedicato a Cesare Battisti, monumento che domina il Doss Trento, importante luogo storico, archeologico e naturalistico a due passi dalla citt&agrave;.
Da fine ottobre, infatti, &egrave; presente un rinnovato allestimento all'interno del Mausoleo, risultato della collaborazione fra il Servizio Edilizia Pubblica, che ne ha ideato e curato la progettazione ed il Servizio Cultura, turismo e politiche giovanili, che, a sua volta affiancata dalla Fondazione Museo storico del Trentino, ha predisposto i contenuti e le immagini.
Il nuovo allestimento va a sostituire il precedente, realizzato dalla figlia Livia nell'anno 1975 in occasione del centenario della nascita dell'illustre padre.<br />
L'attuale modalit&agrave; espositiva utilizza materiali e tecniche pi&ugrave; moderni e riformula i contenuti, per facilitare il visitatore ad apprendere e conoscere le vicende e la storia legate alla figura di Cesare Battisti.
Attingendo all'impianto della precedente mostra e al ricco materiale documentale e fotografico dell'Archivio Battisti, depositato presso la Fondazione Museo storico del Trentino, &egrave; stata realizzata un'esposizione che privilegia la sintesi delle immagini, simbolo delle vicende personali, inserite in una descrizione degli avvenimenti storici, che lascia al cittadino e al turista la curiosit&agrave; e lo stimolo di un approfondimento della storia che ha interessato la terra trentina e la storia dell'Italia. L'impianto espositivo ripercorre le principali tappe della vita di Cesare Battisti: la famiglia, la formazione e gli studi, l'impegno politico, gli affetti, la guerra e la condanna a morte.<br />
In occasione dei 150&deg; anno dell'Unit&agrave; d'Italia, il Mausoleo &egrave; stato individuato dal Ministero come monumento simbolo dell&rsquo;unit&agrave; italiana. L'iniziativa rientra fra le azioni di valorizzazione del Doss Trento, la collina che da ovest domina la citt&agrave;.<br />
L'ingresso al mausoleo &egrave; libero e gratuito. La struttura apre i battenti tutti i giorni dalle 9 alle 16.30 (nel periodo invernale) e dalle 9 alle 19 nel periodo estivo (ora legale).<br />
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Info: <a target="_blank" href="http://www.trentocultura.it/">www.trentocultura.it</a>]]></description>
	<link>http://www.intrentino.to/interne/articoli.aspx?ID=2923&amp;IDA=4159</link>
	<pubDate>Thu, 03 Nov 2011 23:00:00 GMT</pubDate>
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</item>
<item>
	<title><![CDATA[Le radici dei carnevali europei]]></title>
	<enclosure url="http://www.intrentino.to//images/2011/Cultura/Carnevale_San_Michele.jpg"  type="image/jpeg" />	<description><![CDATA[Da venerd&igrave; 18 novembre 2011 a venerd&igrave; 6 gennaio 2012 il Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina di San Michele all'Adige ospiter&agrave; la mostra &laquo;Carnival King of Europe II &ndash; Le mascherate invernali di fertilit&agrave; nel contesto etnografico europeo&raquo;. Il progetto ha lo scopo di individuare ed esplorare le radici comuni del carnevale nel nostro continente, nell'ambito dei riti invernali della fertilit&agrave; ancor oggi messi in atto in un gran numero di comunit&agrave;.<br />
L'interessante allestimento della mostra presenta costumi e materiali provenienti dai musei etnografici nazionali di Sibiu (Transilvania, Romania), Lubiana (Slovenia), Bilbao (Paesi Baschi, Spagna) e Varsavia (Polonia), oltre che dal Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina e da quelli di Sofia (Bulgaria), Skopjie (Macedonia) e Zagabria (Croazia).<br />
Il nostro &laquo;carnevale&raquo; ha un'origine molto lontana, probabilmente da ricercare nelle feste religiose pagane, dedite al propiziarsi le forze positive della natura in previsione della rinascita primaverile, in cui si faceva ampio uso della maschera. Ancora oggi questa ricorrenza &egrave; una vera festa popolare, che si esprime attraverso il travestimento, le sfilate mascherate, gli scherzi. Alcuni carnevali nel Trentino richiamano pi&ugrave; da vicino gli antichi riti collegati all&rsquo;auspicio di fertilit&agrave; della terra: vengono cos&igrave; proposti i &laquo;mat&ograve;ci&raquo; e gli arlecchini della Valfloriana, lo sposalizio del pino della Val di Cembra, i &laquo;B&eacute;tschi&raquo; della Valle dei Mocheni, la sfilata e il fal&ograve; dei carnevali di Varignano d&rsquo;Arco.<br />
Nel Museo di San Michele il percorso ha inizio con la visita delle sale dedicate ai riti e alle tradizioni popolari diffuse nel Trentino e prosegue con la visione del filmato &laquo;3 carnevali e mezzo&raquo;, di Michele Trentini, che propone alcuni significativi momenti dei carnevali di Valfloriana, della Valle di Cembra, della Valle dei Mocheni e di Varignano, anche se questa ultima celebrazione avviene nella prima domenica di quaresima. In occasione della mostra, il percorso verr&agrave; arricchito di nuovi contenuti e laboratori creativi per la scuola dell&rsquo;infanzia (travestimenti e balli di carnevale), la scuola primaria (cappelli dei lacch&egrave;) e la scuola secondaria (maschere da belli e da brutti).<br />
Tra gli obiettivi del percorso, ci sono anche la divulgazione della conoscenza di elementi basilari sulle tradizioni rituali, la relazione fra specifici eventi con la vita quotidiana del Trentino rurale, la riflessione sulle condizioni sociali ed economiche del passato, la scoperta del significato simbolico di alcune feste: un'occasione da non perdere per approfondire un argomento che da sempre suscita la curiosit&agrave; di grandi e piccini.<br />
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Info: <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.museosanmichele.it/" target="_blank">www.museosanmichele.it</a></span>]]></description>
	<link>http://www.intrentino.to/interne/articoli.aspx?ID=2923&amp;IDA=4161</link>
	<pubDate>Thu, 03 Nov 2011 23:00:00 GMT</pubDate>
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</item>
<item>
	<title><![CDATA[A Trento si parla di identità nazionale]]></title>
	<enclosure url="http://www.intrentino.to//images/2011/Cultura/bandiera_italiana.jpg"  type="image/jpeg" />	<description><![CDATA[Nell'anno nel quale si celebra il 150&deg; dall'unificazione dell'Italia, cade a pennello l'iniziativa &ldquo;La Patria riTrovata&rdquo;, un ciclo di incontri curato dall'associazione culturale e di promozione sociale Il Gioco degli Specchi di Trento. Con il termine patria si definisce il luogo in cui ci si sente a casa, che ci si abiti da sette generazioni come da una. Il titolo di questi appuntamenti riassume quindi due diversi concetti, quello della &ldquo;patria ritrovata&rdquo; e quello della &ldquo;patria trovata&rdquo;.<br />
Nel primo caso bisogna partire dal fatto che su questo concetto gli italiani hanno spesso preferito sorvolare nel dopoguerra, bruciati dal nazionalismo, ancora feriti dalle guerre combattute contro altre nazioni. Ora la ricorrenza dei 150 anni dell'unit&agrave; nazionale la rimette in primo piano e la gran parte degli abitanti del paese hanno dimostrato nel corso di questo anno di aver ritrovato questo sentimento, concepito come patto sociale fondato sui principi espressi nella costituzione. Sono quindi tornate a sventolare le bandiere tricolori in allegre feste (cosa che solitamente accadeva soltanto in occasione di vittorie sportive) e mai contro qualcuno.<br />
Per quanto riguarda il concetto di &laquo;patria trovata&raquo; &egrave; il caso di analizzare i fenomeni sociali degli ultimi decenni. Da 30 anni a questa parte, mentre ancora gli italiani emigravano, si &egrave; verificato un fenomeno inverso: i cittadini stranieri sono venuti in numero sempre maggiore a vivere in Italia. Nella gran parte dei casi con la famiglia e con l'intenzione di restare a vivere qui, se era loro possibile trovare lavoro, casa e sicurezza.
Questa iniziativa si pone come un augurio di festeggiare l'Italia con un tricolore che non combatta in nessuna parte del mondo, che sventoli a fianco delle stelle europee e della bandiera locale, nel caso specifico quella di Trento. La speranza, insomma, di ritrovare la forza dell'unit&agrave; e la bellezza dei tanti campanili del Paese.<br />
L'inaugurazione della rassegna si svolger&agrave; nella Biblioteca comunale luned&igrave; 7 novembre, con alcune letture per le scuole. Gli ospiti di spicco, ovvero gli scrittori Gabriel del Grande, Karim Metref, Ribka Sibhatu e Milton Fernandez, saranno presenti nel fine settimana, con un incontro per il pubblico e altri per le scuole.
Numerose le altre attivit&agrave; didattiche proposte per gli studenti, cos&igrave; come i momenti di formazione aperti al pubblico con Flavia Cristaldi, docente di Geografia umana a La Sapienza di Roma, lo storico Michele Colucci dell'Universit&agrave; della Tuscia; e ancora l'antropologa Roberta Bonetti, Vinicio Ongini e il professor Andrea Canevaro. Sabato 12 novembre (dalle ore 12.30), vi sar&agrave; poi l'appuntamento con l'Happy book, un aperitivo letterario presso la Libreria-mostra mercato della Fondazione Bruno Kessler, a due passi dal centro storico di Trento.
<p>Info: <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilgiocodeglispecchi.it/" target="_blank">www.ilgiocodeglispecchi.it</a></span></p>]]></description>
	<link>http://www.intrentino.to/interne/articoli.aspx?ID=2923&amp;IDA=4142</link>
	<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 22:00:00 GMT</pubDate>
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</item>
<item>
	<title><![CDATA[Jazz d'autore a Rovereto]]></title>
	<enclosure url="http://www.intrentino.to//images/2011/Cultura/JohnAbercrombie.jpg"  type="image/jpeg" />	<description><![CDATA[Compie quindici anni la versione autunnale di &laquo;Itinerari Jazz&raquo;, manifestazione che periodicamente porta in Trentino una serie di musicisti di livello internazionale per questo genere musicale. Dal 29 ottobre al 13 novembre tre eventi chiuderanno la programmazione della rassegna del 2011, grazie a tre formazioni che all'Auditorium Melotti di Rovereto proporranno progetti alquanto originali.<br />
Il quartetto di scena sabato 29 ottobre porta il nome del chitarrista John Abercrombie, gi&agrave; compagno di avventure di grandi del Jazz come Jack DeJohnette, Dave Holland e Kenny Wheeler. In realt&agrave;, per&ograve;, si tratta di un gruppo di sole stelle, di protagonisti assoluti della scena contemporanea. La registrazione per l'etichetta Ecm nel 2003 &laquo;Class Trip&raquo; e i successivi concerti hanno messo in evidenza un jazz di carattere cameristico, sostenuto da intenso dialogo e da una formidabile capacit&agrave; di mescolare colori e dinamiche. La fisionomia del gruppo si fonda sull'ordito trasparente delle singole voci, unite da un equilibrio formale e dinamico di elegante fattura. Le linee morbide e timbricamente variegate della chitarra si intrecciano con quelle del violino di Mark Feldman e del contrabbasso di Thomas Morgan in un contrappunto libero e disteso, cui contribuisce con gusto eccellente la batteria di Joey Baron.<br />
La ricorrenza dei cento anni dalla nascita di Nino Rota ha suggerito a Gianluca Petrella di indagare e reinventare la musica composta dal grande autore di tante colonne sonore. Il progetto &laquo;Il bidone&raquo;, protagonista della giornata di sabato 4 novembre, prende il nome da un film di Federico Fellini del 1955, ed in esso Petrella mette in luce quella che di Rota &egrave; considerata la dote pi&ugrave; importante: la semplicit&agrave; di configurare la musica ad una facilit&agrave; d&rsquo;ascolto molto elevata, derivata principalmente dalla semplicit&agrave; di vena, inserita in prospettive tradizionali e sorretta da una creativit&agrave; eccezionale. La selezione dei brani effettuata da Petrella comprende la musica composta per alcuni capolavori di Fellini, noti e meno noti, rivisitata in modo originale da una band di musicisti eclettici e provenienti da varie estrazioni musicali.<br />
Per la capacit&agrave; di assimilare stili diversi nella propria musica e per la straripante vitalit&agrave;, Eddie Palmieri, stella che briller&agrave; a Rovereto luned&igrave; 13 novembre, si &egrave; guadagnato l&rsquo;appellativo di Miles Davis del latin-jazz, di James Brown della salsa. Nato a New York da famiglia di origini portoricane, Palmieri ha ricevuto una formazione classica al pianoforte, ma si &egrave; ben presto orientato verso il latin-jazz attraverso l&rsquo;influenza del fratello maggiore, Charlie.
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Info:<a title="www.visitrovereto.it" href="http://www.visitrovereto.it/"> </a><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.visitrovereto.it/" target="_blank">www.visitrovereto.it</a></span>]]></description>
	<link>http://www.intrentino.to/interne/articoli.aspx?ID=2923&amp;IDA=4120</link>
	<pubDate>Wed, 19 Oct 2011 22:00:00 GMT</pubDate>
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</item>
<item>
	<title><![CDATA[Gli Etruschi approdano a Trento]]></title>
	<enclosure url="http://www.intrentino.to//images/2011/Cultura/Etruschi_Mtsn_jpg.jpg"  type="image/jpeg" />	<description><![CDATA[Giunge in Italia, dopo il successo di pubblico ottenuto a Bruxelles (oltre 25.000 visitatori in 6 mesi), la mostra multimediale itinerante &ldquo;Etruschi in Europa&rdquo;. La rassegna, allestita con la collaborazione tecnica della Fondazione Bruno Kessler, sar&agrave; visitabile fino al 9 gennaio 2012 al Museo delle Scienze di Trento.<br />
Completamente multimediale, la mostra si avvale della tecnologia anaglifica (occhialini bicolore) per consentire ai visitatori di ammirare tridimensionalmente i principali siti archeologici etruschi, ricostruiti fedelmente. Grandi monitor e schermi raccontano il mondo di quest'antico popolo, grazie a spettacolari filmati, animazioni e immagini in 2D e 3D. All&rsquo;interno dell&rsquo;esposizione due postazioni consentono di passeggiare alla scoperta delle Necropoli della Banditaccia di Cerveteri e di quella di Monterozzi a Tarquinia, entrambi dichiarati dall'Unesco Patrimonio Mondiale dell'Umanit&agrave;, oltre alla visita virtuale della Tomba della Scimmia a Chiusi. Visibile su uno schermo a grandezza quasi naturale, l&rsquo;applicazione &egrave; una realizzazione multimediale, basata su immagini panoramiche che permettono di percorrere le vie delle antiche necropoli e di accedere all&rsquo;interno delle sue tombe, entrando nelle singole camere normalmente chiuse e non visitabili. <br />
Semplici comandi trasportano i visitatori nella famosissima Tomba dei Rilievi, unica al mondo, o a faccia a faccia con i meravigliosi dipinti delle straordinarie tombe di Tarquinia. Rispetto alla mostra di Bruxelles, i contenuti dell&rsquo;esposizione trentina sono stati incrementati, con la possibilit&agrave; di visionare alcune nuove tombe e con una nuova &ldquo;postazione di realt&agrave; aumentata&rdquo;, che consente ai visitatori di toccare e muovere, seppur virtualmente, oggetti custoditi nel museo di Chianciano Terme. <br />
A corredo della parte tecnologica, la mostra presenta gigantografie digitali in 3D degli oggetti e dell&rsquo;iconografia etrusca e proiezioni di scene degli scavi che mostrano l&rsquo;apertura delle tombe, dei loculi e di scheletri al loro interno. &ldquo;Etruschi in Europa &ldquo; &egrave; visitabile dal marted&igrave; alla domenica dalle 10 alle 18.<br />
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Info: <a target="_blank" href="http://www.mtsn.tn.it">www.mtsn.tn.it</a>]]></description>
	<link>http://www.intrentino.to/interne/articoli.aspx?ID=2923&amp;IDA=4049</link>
	<pubDate>Sun, 11 Sep 2011 22:00:00 GMT</pubDate>
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</item>
<item>
	<title><![CDATA[Il Mart ricorda Severini ]]></title>
	<enclosure url="http://www.intrentino.to//images/2011/Cultura/Severini_Mart.jpg"  type="image/jpeg" />	<description><![CDATA[Uno sguardo completo e approfondito sull&rsquo;opera di un grande artista italiano che ha saputo unire scienza ed arte, rigore costruttivo e fantasia inventiva, raggiungendo la pi&ugrave; completa felicit&agrave; espressiva quando, tra il 1910 ed il 1915, innest&ograve; i valori dinamici del futurismo su quelli costruttivi del cubismo. Dal 17 settembre all'8 gennaio 2012 al Mart di Rovereto i riflettori si accenderanno sulla mostra &ldquo;Gino Severini 1883-1966&rdquo;. Il progetto espositivo, curato da Gabriella Belli e Daniela Fonti, ha avuto una significativa anticipazione tra aprile e luglio 2011 al Mus&eacute;e de l&rsquo;Orangerie di Parigi, grazie alla rassegna intitolata &ldquo;Gino Severini (1883 &ndash; 1966), futuriste et n&eacute;oclassique&rdquo;.   <br />
Rispetto all&rsquo;evento francese, la mostra di Rovereto amplia notevolmente sia il numero delle opere presentate, sia l&rsquo;arco cronologico dell&rsquo;itinerario artistico del grande pittore. Ai circa ottanta dipinti esposti a Parigi, in una selezione che si chiudeva con gli anni Trenta, al Mart se ne aggiungono altre quindici. Si tratta di opere degli anni Quaranta e Cinquanta, che permettono di approfondire, per la prima volta dopo oltre vent&rsquo;anni dall&rsquo;ultima mostra monografica, il complesso intreccio rappresentato dalle diverse tappe della storia artistica di Severini. Una storia intensa e complessa che non si limita alla pittura, ma che &egrave; accompagnata da una riflessione teorica, altrettanto importante, come si pu&ograve; cogliere dalla ricca bibliografia a sua firma: &ldquo;Tutta la vita di un pittore&rdquo; (1946), &ldquo;T&eacute;moignages. 50 ans de r&eacute;flexion&rdquo; (1963) e &ldquo;Tempo de L&rsquo;effort Moderne, La vita di un pittore&rdquo;, libro scritto tra il 1943 e il 1965, ma pubblicato postumo nel 1968. Inoltre, al Mart di Rovereto saranno visibili anche due importanti tele del 1915 non esposte a Parigi: &ldquo;Lanciers italiens au galop (Lanciers &agrave; cheval)&rdquo;, proveniente dalla Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli di Torino, e &ldquo;Train de la croix rouge traversant un village&rdquo;, giunto dal Guggenheim Museum di New York. <br />
La mostra propone quindi una panoramica completa e approfondita sull&rsquo;opera del grande artista italiano che dalla nat&igrave;a Cortona, dopo una parentesi romana, decise di trasferirsi a Parigi per vivere da protagonista un&rsquo;esistenza dedicata alla pittura. In questo modo, il suo lavoro (dalle straordinarie opere pittoriche alle impegnative riflessioni teoriche) pu&ograve; essere collocato con maggiore consapevolezza al centro delle vicende storiche della cultura artistica europea, dal &ldquo;prologo divisionista&rdquo; nella Roma nei primi anni del novecento, fino alla lunga stagione parigina. La mostra &egrave; visitabile dal marted&igrave; alla domenica con orario 10-18, il venerd&igrave; dalle 10 alle 21, luned&igrave; chiuso.
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Info: <a target="_blank" href="http://www.mart.trento.it">www.mart.trento.it</a>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong class="western"><span style="font-weight: normal; color: #000000;"></span></strong></p>]]></description>
	<link>http://www.intrentino.to/interne/articoli.aspx?ID=2923&amp;IDA=4050</link>
	<pubDate>Sun, 11 Sep 2011 22:00:00 GMT</pubDate>
	<guid isPermaLink="true">http://www.intrentino.to/interne/articoli.aspx?ID=2923&amp;IDA=4050</guid>
</item>
</channel></rss>


